HOME   EMAIL
HOMEHOME
Organi ComunaliHOME Organi ComunaliServiziIl Comune Organizzazione
Atti
Venerdì 5 - dicembre - 2008 - 16:27
AttiProcedimentiGare d'appalto e BandiGare d'appalto e Bandi
TributiLinkRassegna Stampa

Storia
Personaggi
Le chiese
Associazioni
Scuole
Turismo
Eventi
Sport
Numeri Utili
Fototeca
Foto Istituzionali


La Chiesa dell’Immacolata


Grazie ad un inedito documento di archivio possiamo con precisione ripercorrere le fasi che hanno preceduto la costruzione della Chiesa dell’Immacolata a Platania, e con certezza possiamo anche fornire una data: anno 1801. L’iniziativa fu avviata per volontà di alcuni abitanti del paese: Mastro Domenico Torcaso, Domenico Antonio Greco, mastro Giuseppe Graziano, Mastro Saverio Fragale, Nicodemo Mancuso, D. Ermenegildo Mancuso, Mastro Ferdinando Torcaso ed il Magnifico Don Anselmo di Fazio.
La costruzione di questo nuovo luogo di preghiera viene supportata dalla seguente motivazione rilasciata dai sopradetti cittadini: “…da più e diverso tempo han richiamato nel loro pensiero la necessità che tiene la loro patria, già ingrandita di molte anime, di doversi costruire una nuova chiesa per maggior commodo di essi abitanti e di quella intiera popolazione, la quale specialmente nei tempi piovosi e nevosi, soffrì gran disagi per andare alla sola chiesa Parrocchiale che in quel villaggio esiste, tanto che poi il più delle volte atteso si ritrova nella fine del paese buona parte impedita dalle anzidette cagioni a conferirsi in detta Parrocchia, trascura ed omette di adempiere all’obbligo e precetto della messa, ed agli altri atti di cristiano, per il qual motivo interessandosi essi predetti costituiti in così fatta necessità, han proposto e deliberato di concorrer da loro parte, e beneficiare l’anzidetta popolazione colla costruzione di una nuova chiesa in sito commodo, e meno disagioso ne’ predetti tempi di inverno per potersi ivi celebrare la sacra funzione in egual modo, che in qualunque chiesa si pratica”.
Fu inoltrata una specifica richiesta alla Real Camera di Santa Chiara, che diede però incarico della faccenda alla Regia Corte di Nicastro, che a sua volta richiese il consenso alla Reverenda Curia Vescovile. Fu rilasciato il seguente nullaosta il giorno 20 febbraio 1801: “Illustrissimo Signore P.re Oss.mo. Non incontro alcuna difficoltà nell’edificazione di sudetta. Sono a parteciparle che andando appresso l’orme di Sacri Canoni, non incontro difficoltà alla pretesa edificazione di detta chiesa per maggior gloria di Dio, e commodo di quella popolazione purchè però restino illesi e non pregiudicati in veruna parte i diritti del proprio ordinando e Parroco in ogni futuro tempo, si obblighino con pubblico e solenne istromento cinque benestanti, i migliori, e più possidenti dei ricorrenti in solidum di mantenere di tutto il necessario all’esercizio di culto essa chiesa, e pur loro eredi, e successori su tutti i beni presenti e futuri, e purchè finalmente dall’edificazione sudetta e donazione del suolo, dove la cennata chiesa dovrà edificarsi, non s’intende acquistato verun diritto sopra la chiesa istessa, agli edificanti e donante…”.
Queste erano, dunque, le condizioni; prima di tutto la donazione del terreno sul quale costruire la chiesa: fu il cittadino Anselmo di Fazio a cedere un suo corpo immobile sito nel luogo detto Croci. Con atto notarile del 7 marzo 1801 quindi i ricorrenti sopra citati “si obbligano di edificare detta nuova chiesa sotto il titolo della Immacolata a loro spese, e indi mantenerla in perpetuum di tutto il bisognevole al culto divino” (1)
Sezione Archivio di Stato Lamezia Terme- Fondo Notarile- Sec. XIX



(dal libro di don Pietro Bonacci: “Scritti Storici Lametini”)

Negli atti della Visita Pastorale, fatta a Platania il 7 settembre 1815 dal Vicario generale della Diocesi D. Bruno Grillo con delega di Mons. Pellegrino, c’è questa notizia: “Il Vicario visitò la chiesa filiale sotto il titolo dell’Immacolata, da poco costruita e la trovò decentemente ornata”.
Dagli atti della Visita Pastorale di Mons. Candido del 1883 risulta che questa cappella aveva due campane: “la grande del peso di Kg. 30 e la piccola di dieci o di dodici”. L’attuario, inoltre, ricorda che dentro il sacro edificio “c’era un quadro ad oglio dell’Immacolata. Nella bolla, che è trascritta negli atti della Visita, il Vescovo afferma che, avendo accolto con lieto animo una richiesta a lui fatta da un gruppo di fedeli di Platania, aveva deciso di istituire una Confraternita sotto il titolo dell’Immacolata. I confratelli, con la stessa bolla, venivano autorizzati ad usare, durante le processioni religiose e nelle associazioni funerarie, un sacco (camice) ed una mozzetta di colore celeste.

Copyright ©2002-2003. Realizzazione LTWEB S.r.l.