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Come in quasi tutti i paesi della regione così anche
nella nostra zona, nella notte della vigilia di Natale, nella
notte dell’ultimo giorno dell’anno e nella notte
della vigilia dell’Epifania era ed è tradizione
accendere grandi falò.
La legna veniva raccolta già molti giorni prima, dai
giovani e dai ragazzi e veniva ammucchiata negli spiazzi più
grandi e, in paese, sul sagrato della chiesa principale.
Tutti lasciano davanti alla propria casa un po’ di legna
da ardere: “i ligna ppè llu Bombino” (la
legna per il Bambino Gesù), perché i giovani potessero
costruire il mucchio della “focara”.
Certamente in età più antica i falò, oltre
a dare un senso di gioia ed a propiziare il sorgere dell’atmosfera
di festa, servivano ai contadini ed ai pastori per attendere
la “messa di mezzanotte”.
Intorno ai falò si intrecciavano canti natalizi e balli
(la tarantella) al suono dell’organetto e dei pifferi,
abbondanti bevute, scherzi e discorsi di ogni genere.
Alcuni, poi, accompagnati dalle donne di casa, con un tizzo
in mano del proprio falò si avviavano verso la chiesa
principale che sembrava chiamarli a raccolta con il suono
festoso delle campane.
Dopo il sacro rito le donne rincasavano e gli uomini restavano
ancora intorno al fuoco, alternandosi nel compito di ravvivare
le fiamme, quando stava per spegnersi o nel cercare altra
legna per tenerlo acceso fino all’alba, quando ormai
stanchi ed assonnati, mentre le fiamme mandavano gli ultimi
guizzi, rincasavano soddisfatti e sereni.
Ancora oggi rimane ed è viva fra la nostra gente la tradizione
della “focara”. Ancora oggi c’è chi
lascia la legna per la “focara” davanti alla casa
e chi non ne lascia; ancora i giovani girano per raccoglierla
e se non ne trovano, a volte, la rubano al padrone di casa,
smemorato, e insensibile alla tradizione ed è ancora
vigente la tradizione che il derubato, anche se conosce i
colpevoli, non protesti e non denunci nessuno, essendo ancora
oggi la legna per la “focara” sentita come un
“tributo” obbligatorio e doveroso per il Bambino
(nota : questa usanza della raccolta si è quasi totalmente
parsa, tant’è che dall’anno 1995-96 il reperimento
della legna e l’approntamento della “focara”
viene effettuato dall’ente Comune).
Per gentile concessione della
Prof.ssa Margherita Catania
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Per gentile concessione
del Sig. Mario Nicolazzo
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