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Giovedě' 20 - novembre - 2008 - 10:51
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A FOCARA


Come in quasi tutti i paesi della regione così anche nella nostra zona, nella notte della vigilia di Natale, nella notte dell’ultimo giorno dell’anno e nella notte della vigilia dell’Epifania era ed è tradizione accendere grandi falò.
La legna veniva raccolta già molti giorni prima, dai giovani e dai ragazzi e veniva ammucchiata negli spiazzi più grandi e, in paese, sul sagrato della chiesa principale.
Tutti lasciano davanti alla propria casa un po’ di legna da ardere: “i ligna ppè llu Bombino” (la legna per il Bambino Gesù), perché i giovani potessero costruire il mucchio della “focara”.
Certamente in età più antica i falò, oltre a dare un senso di gioia ed a propiziare il sorgere dell’atmosfera di festa, servivano ai contadini ed ai pastori per attendere la “messa di mezzanotte”.
Intorno ai falò si intrecciavano canti natalizi e balli (la tarantella) al suono dell’organetto e dei pifferi, abbondanti bevute, scherzi e discorsi di ogni genere.
Alcuni, poi, accompagnati dalle donne di casa, con un tizzo in mano del proprio falò si avviavano verso la chiesa principale che sembrava chiamarli a raccolta con il suono festoso delle campane.
Dopo il sacro rito le donne rincasavano e gli uomini restavano ancora intorno al fuoco, alternandosi nel compito di ravvivare le fiamme, quando stava per spegnersi o nel cercare altra legna per tenerlo acceso fino all’alba, quando ormai stanchi ed assonnati, mentre le fiamme mandavano gli ultimi guizzi, rincasavano soddisfatti e sereni.
Ancora oggi rimane ed è viva fra la nostra gente la tradizione della “focara”. Ancora oggi c’è chi lascia la legna per la “focara” davanti alla casa e chi non ne lascia; ancora i giovani girano per raccoglierla e se non ne trovano, a volte, la rubano al padrone di casa, smemorato, e insensibile alla tradizione ed è ancora vigente la tradizione che il derubato, anche se conosce i colpevoli, non protesti e non denunci nessuno, essendo ancora oggi la legna per la “focara” sentita come un “tributo” obbligatorio e doveroso per il Bambino (nota : questa usanza della raccolta si è quasi totalmente parsa, tant’è che dall’anno 1995-96 il reperimento della legna e l’approntamento della “focara” viene effettuato dall’ente Comune).


Per gentile concessione della
Prof.ssa Margherita Catania

Per gentile concessione del Sig. Mario Nicolazzo

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